Tel Rumeida, uno dei quartieri di Hebron dove, dal 1986, risiedono i coloni più violenti.
Nel video, si vede la condizione in cui è costretta a vivere la famiglia palestinese Abu Eisha: la casa è protetta da una rete metallica. "E' come vivere in prigione", dice una delle abitanti della casa.
A piacimento, i coloni segregano l'intera famiglia all'interno della casa, insultano gli abitanti e li attaccano con il lancio di pietre sotto gli occhi indifferenti dei soldati.
Nella seconda parte del video, uno dei ragazzi della famiglia Abu Eisha cerca di tornare a casa, mentre i coloni lo attaccano. La sorella chiede ad un soldato di intervenire per fermare i coloni. Il soldato le intima di rientrare in casa.
In quest'altro video, bambini palestinesi scortati da volontari internazionali, uno dei quali è l'autore del video, cercano di andare a scuola. Sulla strada, vengono intercettati da coloni che li attaccano con il lancio di pietre. I soldati guardano e non fanno nulla.
In entrambi i video, molto spesso protagonisti delle violenze sono bambini, educati dagli adulti all'odio contro gli arabi sin dalla giovane età. Questa è l'idea di convivenza dei due stati di questi coloni fanatici.
Si stima che attualmente in Cisgiordania risiedano 400 mila coloni, incentivati dalla politica di sgravi fiscali del governo israeliano.
La guerra di propaganda
miti comuni dati a bere al pubblico americano
di Raff Ellis per YellowTimes
Nessun argomento e' piu' pervaso di false informazioni come il Medioriente. Il nostro governo e' certamente colpevole di tali pratiche e ha messo in motouna imponente macchina di falsita' allo scopo di dare dignita' al suo attacco all'Iraq. Gli instancabili supporters di Israele nei media ed al governo creano storie che non stanno in piedi. Ma, una volta fabbricate, esse cominciano a vivere di vita propria e l' "uomo della strada" le ripete senza fallo. Diamo un'occhiata solo ai piu' comuni di questi miti metropolitani.
ISRAELE E' STATO SPESSO ATTACCATO DAI SUOI NEMICI E SI DIFENDE SEMPLICEMENTE
In realta' Israele e' stato quasi sempre l'aggressore. Di solito ha dichiarato che tali aggressioni erano "provocate", ma si trattava di bugie e disinformazione in gran parte dei casi. Nel 1956, Israele attacco' l'Egitto, conquistando il Sinai e Gaza, e fu costretto al ritiro dal Presidente Eisenhower.
Nel 1967, lancio' un'aggressione contro Egitto, Siria e Giordania, annunciando di essere stato attaccato. Israele utilizzo' come giustificazione una serie di esercitazioni militari egiziane nel Sinai , ma, in seguito, ammise di aver lanciato una guerra "preventiva". Nessuno si chiese, allora, il perche' di una bugia se Israele era nel giusto e, soprattutto, come mai, se l'Egitto aveva effettivamente attaccato Israele, l'intera aeronautica egiziana era stata distrutta a terra. In seguito fu dimostrato che l'attacco del 1967 era stato lungamente pianificato (vedi "Body of Secrets", pag 139-239, dell'ex operatore dell'NSA, James Bamford), e serviva ad Israele per conquistare la Cisgiordania, con Gerusalemme, e le sue risorse d'acqua.
Quando l'Egitto, nel 1973, attacco' Israele nel Sinai per riconquistare i suoi territori presi da Israele nel 1967, stava, in realta', attaccando il suo territorio occupato, non Israele.
Nel 1978, Israele invase e occupo' il Libano del sud, che controllo' per 22 anni. Nel 1982, si spinse fino a Beirut, facendo 30.000 morti nel corso dell'invasione.
Dunque, indipendenti della retorica dello "spingerli in mare" e "morte agli arabi": chi fu l'aggressore, qui?
Israele e' stato l'aggressore in quasi tutte le guerre del Medioriente: a volonta' ha bombardato Iraq, Libano, Giordania, Siria, Egitto, Tunisia e persino gli USA, attraverso l'attacco alla nave USS Liberty nel giugno 1967. Esso cerco' di affondare la Liberty perche' temeva che la nave spia americana avesse monitorato le comunicazioni mediante cui i generali israeliani adescarono Siria e Giordania nella guerra del 1967, e avesse visto i crimini di guerra commessi nel Sinai contro i prigionieri egiziani. Nessuno di questi paesi ha mai bombardato Israele, se si escludono alcuni Scud lanciati dall'Iraq durante la prima Guerra del Golfo e che, peraltro, non ebbero alcuna conseguenza.
ISRAELE VUOLE LA PACE CON I PALESTINESI E LE SUE GENEROSE OFFERTE VENGONO OGNI VOLTA RIFIUTATE
E' Israele ad aver fatto naufragare qualsiasi cosiddetto "accordo di pace". Gli originali Accordi di Camp David, durante l'amministrazione Carter, con i quali il Sinai fu restituito all'Egitto, avrebbero dovuto mettere fine alla politica di insediamento coloniale israeliano in Cisgiordania. Da allora, invece, migliaia di nuove colonie sono state costruite.
La cosiddetta "generosa offerta" di Barak, due anni fa, ha cominciato a vivere di vita propria come modo standard di giudicare la "follia palestinese". La verita' di questa "generosa offerta", tra l'altro mai messa per iscritto, puo' essere sintetizzata come segue:
a) Negava ai palestinesi il controllo sulle proprie frontiere, spazio aereo e risorse idriche mentre legittimava ed espandeva le colonie illegali israeliane.
b) Dava un ritocco cosmetico all'occupazione militare, mantenendo a "tempo indeterminato" gli avamposti militari per proteggere le colonie.
c) Richiedeva l'annessione di quasi il 9% dei Territori Occupati in cambio di solo l'1% dell'attuale territorio d'Israele e un aggiuntivo 10% dei Territori Occupati sotto forma di "affitto a lungo termine".
d) Divideva la Palestina in quattro cantoni separati e accerchiati: Cisgiordania del Nord, del Sud e Centrale e Gaza, obbligando al controllo israeliano il movimento di popolazione e merci all'interno del paese.
Questa e' la "generosa offerta", che nessun leader palestinese sano di mente poteva accettare.
I PALESTINESI NON RICONOSCONO IL DIRITTO DI ISRAELE AD ESISTERE
I palestinesi fecero questo passo nel 1988 e lo ribadirono in diverse altre occasioni, inclusa Madrid nel 1991 e Oslo nel 1993. Israele non ha ancora riconosciuto il diritto dei palestinesi.
NON E' RAGIONEVOLE INSISTERE SUL DIRITTO AL RITORNO DEI PALESTINESI, POICHE' ESSO METTEREBBE IN PERICOLO LA SICUREZZA DI ISRAELE
E' sorprendente che ebrei di tutto il mondo, che non hanno alcun legame ne' geografico ne' ancestrale con la Palestina, abbiano "ereditato" il "diritto al ritorno", mentre i palestinesi, che hanno legami fisici, storici e ancestrali con la terra da migliaia di anni, non abbiano tale diritto. Il problema dei profughi palestinesi non e' mai stato discusso a Camp David perche' Barak dichiaro' che Israele non aveva alcuna responsabilita' ne' nei confronti dei profughi, ne' della legge internazionale, ne' delle Risoluzioni ONU.
I PALESTINESI NON VOGLIONO LA PACE
I palestinesi hanno sempre dichiarato di accettare una soluzione basata sul rispetto della legge internazionale e sulle Risoluzioni ONU 242 e 338. Israele no.
IL GOVERNO ISRAELIANO VUOLE LA PACE
Il partito Likud, di cui Sharon e' il leader, non ha mai nascosto la sua piattaforma politica: no ad uno stato palestinese; rafforzamento degli insediamenti coloniali in Cisgiordania e Gaza; mantenimento del controllo israeliano sulle risorse idriche in Cisgiordania; confine orientale di Israele da ritenersi il fiume Giordano; Gerusalemme capitale "indivisa" di Israele. Cosa resta ai palestinesi?
I PALESTINESI SONO UN POPOLO DI TERRORISTI
E' stato invece Israele ad introdurre il terrorismo in Medioriente. Negli scritti di Menahem Begin, egli racconta di come i palestinesi furono "etnicamente ripuliti" mediante azioni di terrorismo, le quali permisero ad Israele di conquistare circa il 40% di territorio in piu' di quanto consigliato dal "piano di partizione" dell'ONU.
Israele vorrebbe farci credere che attivita' sponsorizzate dallo stato, quali assassinii, demolizioni di case, confisca di proprieta', deportazioni di massa e miriadi di altre umilianti violazioni dei diritti umani siano legali e giustificabili come auto-difesa. La resistenza a questi crimini, ovviamente, e' terrorismo
L'IDEA CHE GLI EBREI CONTROLLINO I MEDIA NON E' CHE UN' ALTRA MANIFESTAZIONE DI ANTI-SEMITISMO
Sembra che alcuni membri della comunita' ebraica stiano cercando di perpetuare il mito dei media. Lo scorso anno, il colosso dei media CanWest Global Communications Corp., posseduta da Israel Asper e famiglia, annuncio' che, dal 12 dicembre 2001, non uno ma tre editoriali a settimana sarebbero stati scritti nei Quartieri Generali della corporazione a Winnipeg, ed imposti a 14 giornali, inclusi il Vancouver Sun and province, il Calgary Herald ed il Montreal Gazette. CanWest possiede inoltre il 50% del quotidiano nazionale National Post, soggetto anch'esso alle nuove direttive.
Inoltre, in aggiunta agli editoriali imposti, tutti gli articoli della colonna dell'editoriale sarebbero stati obbligati a riflettere il punto di vista della CanWest Global Corporation. CanWest lo scorso anno divenne la piu' importante catena di quotidiani con l'acquisto della Southam News Inc., con cui ottenne il possesso di 14 quotidiani metropolitani e 128 quotidiani locali in tutto il paese.
La storia venne alla luce nel programma radiofonico Canadian Broadcasting Corporation's As It Happens. Bill Marsden, un reporter investigativo del Montreal Gazette, affermo' che il suo editore aveva detto che la CanWest era "molto sensibile" al contenuto editoriale. Marsden spiego', parafrasando le direttive, che "cio' equivale a dire: niente critiche ad Israele. Nel nostro giornale non pubblichiamo articoli che esprimano critiche verso Israele e cio' che sta facendo in Medioriente. Non abbiamo il dibattito libero che dovrebbe esserci su queste questioni".
A cio' si aggiunga la dichiarazione di Sharon alla Knesset riguardo le preoccupazioni americane: "Noi possediamo le banche ed i media. Senza di noi sono un popolo di stupidi". Sembra che questo stereotipo abbia alcuni forti sponsors ebraici.
LA RESPONSABILITA' DEI PALESTINESI RICADE SUI LORO FRATELLI ARABI
Questo e' un tema caro ai "fachi" israeliani, che intendono con cio' trasferire ai loro vicini il problema che essi hanno creato. Gli "arabi" ed i "palestinesi" non sono un'entita' indistinta, come questi falchi amano credere. La lingua e la religione comuni non definisce dei gruppi etnici o nazionali. E' solo un altro tentativo di far apparire gli israeliani come la vittima, un popolo assediato sotto la minaccia di essere sopraffatto da orde di arabi-musulmani. Quando Israele si insedio' in Palestina, nel 1948, si stima che quasi il 35% della popolazione palestinese fosse cristiana. Moltissimi tra essi sono stati scacciati o hanno preferito andarsene piuttosto che finire sotto occupazione.
Persino adesso, se dobbiamo credere ai sondaggi, gli israeliani approvano il "transfer" (eufemismo per pulizia etnica) dei palestinesi dai Territori occupati. L'avidita' di territorio e' al picco massimo tra i membri ed i seguaci del Likud, come puo' testimoniare la terribile offensiva contro la popolazione indigena. Per quale altro motivo, se non per forzare un popolo a lasciare la sua terra, Israele dovrebbe demolire case, sradicare orti, sparare e terrorizzare civili innocenti, privare i vecchi, i feriti ed i malati delle cure mediche, distruggere le infrastrutture dell'Autorita' palestinese, schiacciare ogni automobile sotto le ruote dei carrarmati, colpire e distruggere le ambulanze?
ISRAELE E' L'UNICA DEMOCRAZIA DEL MEDIORIENTE
Gli apologeti di Israele amano strombazzare la nozione secondo cui Israele e' circondato da regimi repressivi, mentre esso e' un chiaro esempio di democrazia in movimento. Il test reale di una democrazia resta l'uguaglianza di tutti i cittadini di fronte allo stato. In realta', in questa supposta democrazia, oltre un milione di israelo-palestinesi costituiscono una vasta sottoclasse di cittadini di seconda categoria.
Essi sono discriminati dalla loro controparte ebraica in svariati modi: negazione dei permessi di costruzione, di possesso della terra, documenti di identificazione speciali, discriminazioni nell'impiego e nel movimento, etc. Elezioni libere non significano democrazia, poiche', se questa e' la misura, Turchia e Libano si qualificano ottimamente come democrazie. Al massimo, Israele e' una teocrazia, una nazione basata sul concetto di "ebraicita' ", un concetto che, ovviamente, cozza contro i principi democratici.
Questo e' il caso contro i propagandisti israeliani e le loro coorti. Non e' ne' complicato ne' complesso. Israele ha dipinto una trama di paura ed odio in Medioriente, descrivendo se' stesso come la vittima ed i palestinesi come terroristi, invece che come popolo dispossessato. Dai giornali e dagli spettacoli op-ed in TV, i quali ripetono pappagallescamente variazioni dei miti che abbiamo riportato, si capisce che, negli USA, la grande bugia e' viva e gode di ottima salute.