Sto leggendo un libro in cui ad un uomo muore la compagna 5 giorni prima del matrimonio.
E lui non prova lo sconsiderato dolore dei film, non si strappa i capelli, non rinuncia a vivere lasciandosi morire lentamente.
La cosa che più lo sorprende è anzi l'assenza di dolore.
Lui non soffre, come si sarebbe aspettato. Piuttosto è come se fosse diventato più vulnerabile, più vicino al cuore di ciò che ha intorno, di modo che adesso qualunque cosa lo tocca più nel profondo. Ma anche qui, non c'è dolore, è più una malinconia, una profonda tenerezza ciò che sente.
E' la cristallina visione di tutta la selvaggia purezza delle cose.
Non c'è nulla di maledetto nè tantomeno di stramaledetto.
Non c'è nulla di bello o di brutto.
"Siamo incidenti che aspettano di accadere", gli ripete una canzone che ascolta in macchina.
Non è altro che scegliere di accomunare tutto e dargli una direzione, definire un limite e poi convincersi di aver sempre teso a quel limite.
Non è vero.
Non è nemmeno falso.
"A rigore siamo disperati. A maggior rigore siamo felici" diceva Kafka
E' uno dei modi in cui puoi vederlo.
che il punto poi non è nemmeno mettersi qui e scrivere un intervento storico. c'è gente che soffre della sindrome di wilde, che non è ancora stata scoperta ma esiste: tutta quella gente che nelle conversazioni deve ribattere con presunte battute storiche, altamente satiriche ed oltremodo dissacranti. quando va bene sono soltanto volgari. in ogni caso, noiosi, il che non si può perdonare.
io pesonalmente soffro della sindrome del "vecchio scarpone"*: sono pronto ad essere vergognosamente nostalgico nei confronti di qualunque cosa sia avvenuta anche solo 10 minuti fa, ma non ho la costanza di star dietro a tutto un percorso, a un certo punto mi stanco e pianto tutto lì. una lunga serie di coiti interrotti (e così strizzo anche l'occhiolino ad altre ricerche di arrapati) che ben si prestano ad essere bucolicamente rivisitati.
mi sono sempre chiesto: va bene la frase in testa ad ogni nuovo intervento di splinder ("Scrivi un nuovo post sul tuo blog). va bene. ma perchè poi c'è una faccina che ride? Così--> :-) perchè? siamo amici, splinder? ci conosciamo? abbiamo un rapporto di utilità reciproca: io ti uso per dire cazzate, tu mi usi per le statistiche e come diceva stalin "un morto è una tragedia, un milione di morti è statistica".
tutto sommato essere schiavi del piacere è un'infelicità come un'altra. si tratta sempre di scegliere.
*: Lassù, in un ripostiglio polveroso,
fra mille cose, che non servon più,
ho visto, un poco logoro e deluso,
un caro amico della gioventù.
Qualche filo d'erba,
col fango disseccato
tra i chiodi, ancor pareva. conservar...
era uno scarpone militar!
Vecchio scarpone,
quanto tempo è passato!
Quante illusioni fai rivivere tu!
Quante canzoni
sul tuo passo ho cantato,
che non scordo più.
Sopra le dune
del deserto infinito,
lungo le sponde accarezzate dal mar,
per giorni e notti insieme a te ho camminato
senza riposar!
Lassù, fra le bianche cime
di nevi eterne immacolate al sol,
cogliemmo le stelle alpine
per farne dono ad un lontano amor!
Vecchio scarpone,
come un tempo lontano,
in mezzo al fango, con la pioggia o col sol,
forse sapresti, se volesse il destino,
camminare ancor.
Vecchio scarpone, fai rivivere tu
la mia gioventù