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Visti i vari fenomeni che girano in rete, intendo precisare che questo blog non è una testata giornalistica. Più che altro perchè nessuno mi paga...

martedì, 22 maggio 2007

di ciò che cerco e di ciò che non trovo

Mi piace avere famigliarità coi libri.
Mi piace sfogliarli, spogliarli.
Scorrerli velocemente, farmi attrarre dalle parole, dalle frasi sottolineate e ritrovare qualcosa che avevo lasciato tra quelle pagine. Saltare da un libro all'altro, e ritrovarmi sempre in qualche modo, tra qualcosa che conosco.
Sapere che posso fare delle domande e non sempre ho delle risposte ma non importa, quello che conta è sapere che posso chiedere ad Achab cos'è che lo ossessiona tanto di questa benedetta balena bianca, perchè non lasci stare? perchè non torni a casa dalla tua giovane sposa? perchè? o posso chiedere a Sisifo perchè si ostini a far rotolare il suo masso, sei davvero felice? è una felicità che si può vivere la tua o se ne può solo parlare, è una di quelle felicità intellettuali? sei davvero felice? oppure chiedo a Astolfo, un po' timoroso che ci si conosce poco, se sulla luna davvero si trovi ciò che si cerca, tu l'hai trovato? valeva la pena? è una domanda vigliacca? dovrei andare di persona vero? è che visto che ci sei stato pensavo potessi dirmi qualcosa in più, ma non ti capisco molto, ci si conosce poco come dicevo, poi tu parli un po' strano, oh beh sì, anche io per te ne convengo, mi piaceva la cosa delle ampolle però e soprattutto sapere che da qualche parte c'è tutto quello che ho perso, devo solo andarlo a prendere, qualcuno lo ha custodito per me, qualcuno lo ha messo in fondo ai suoi occhi, mi sembra di averlo visto, sì, sì, è una follia, lo saprai bene tu ma non è bellissimo che anche senza l'intenzione di parlare di lei, mi sia uscita dalle parole? è bello scoprire sempre nuove strade che mi portano a lei.

E' questo che intendo quando dico che amo leggere.
Al di là del fatto che ieri ho perso moby dick. L'ho dimenticato da qualche parte. Spero solo che chi l'ha preso si renda conto di cosa ha in mano.

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bottiglie d'annata: dame cavalier arme et amori
venerdì, 18 maggio 2007

venturo

mi stavo chiedendo perchè qui sia ancora aperto.

sì d'accordo è solo un blog e tutto il resto ed è meglio non pensarci troppo e non che passi le mie giornate a valutare i pro e i contro di avere o non avere un blog.
sostanzialmente non riesco a scrollarmi di dosso questa sensazione di fatica e stanchezza. e poi mi dico che sono anche stanco di ripetere sta cosa.
consumo novità.
a volte non arrivo nemmeno fino in fondo.
pensare che volevo parlare di quand'è stato il momento in cui si è deciso che alcune parole del vocabolario italiano sono sostituibili con altre da vocabolari stranieri. mi arriva una mail. mi si saluta con un'espressione spagnola "queridos". ma cos'è sta paura di usare le parole? besitos, kisses e quant'altro. è sempre un porre una distanza, un non rischiare, un fermarsi un attimo prima che chissà magari se no... a questo punto dovrei infervorarmi. ma domani mi sembrerebbe stupido.
 
sì d'accordo nessuno vive venturo.
qualunque cosa voglia dire.
distillato da Indiano di Bombay nella sua raffineria clandestina alle ore 14:31 | Ultralink | vuoi favorire? commenti (5) | popup commenti (5)
bottiglie d'annata: ma lo vogliamo dire, dialettica inutile
venerdì, 11 maggio 2007

una voce a caso: intervento scritto a caso, di fretta e usando solo i 2 medi. delle due mani intendo.

non vorrei apparire troppo scazzato, quindi scriverò un intervento superficiale. potrei essere polemico ma non ho voglia di impegnarmi, così (per non ripetere quindi) mi limiterò ad osservare che "una voce a caso" su wikipedia (che non vi linko perchè, voglio dire, siamo tutti adulti qui no? vabbè che ieri mi son sentito ripetere per tutta la serata che dimostro 22 anni. ora ne sono quasi convinto. non fosse per i 6 anni di ingegneria potrei anche crederci) è una delle cose più meravigliose che esistano. l'idea è che ci sono un sacco di informazioni nel mondo senza le quali puoi vivere benissimo ma che puoi casualmente recuperare per giocartele, che so, invece del classico "hai da accendere?". sarebbe stupendo esordire con un
"Nohavica è un asteroide del sistema solare. Scoperto nel 1969, presenta un'orbita caratterizzata da un semiasse maggiore pari a 2,6578797 UA e da un'eccentricità di 0,2017228, inclinata di 2,27567° rispetto all'eclittica. Hai da accendere?"
E io nemmeno fumo, pensate un po'.
Oppure, a chi vuol essere milionario
"Chi aiutò Palladio a calarsi dal cielo ed a introdursi nel tempio di Minerva?"
Lupin avrei detto io senza saperne nulla.
Invece no.
"Abari o Abaride (in greco Ábaris) leggendario indovino, taumaturgo e guaritore dell'Iperborea o della Scizia.Hai da accendere Gerry?"
Oppure quando un giornalista ti si avvicina con fare ammiccante mentre tu sei sdraiato sull'erba col sole a picco a 52 gradi centigradi e ti chiede:"Fa caldo eh?"
"Il fagiano orecchiuto del Tibet (Crossoptilon harmani) è endemico dell'altopiano tibetano, ed è stato classificato solo recentemente come specie a tutti gli effetti, dopo essere stato considerato per lungo tempo una sottospecie del fagiano orecchiuto bianco. E' ora di dirle certe cose"

essere comunicativi non è un'arte.
è una voglia.
a volte non ce l'hai.

a proposito, senza che stia qui a copiare e incollare altra roba, avete da accendere?
distillato da Indiano di Bombay nella sua raffineria clandestina alle ore 14:09 | Ultralink | vuoi favorire? commenti (24) | popup commenti (24)
bottiglie d'annata: non dovrebbe interessarmi
sabato, 05 maggio 2007

alberi

mi stavo lavando le mani e nel guardarmi allo specchio ho visto uno strano luccichìo sulla mia tempia destra.
mi avvicino per vedere meglio e osservando con attenzione tra le pieghe come sempre disordinate dei miei capelli (che dovrei anche lavare) scorgo un capello bianco.
non che sia il primo in realtà.
ne ho già visti altri,stanno lì, come qualcuno che ha sbagliato indirizzo ma già che c'è si prende da bere.
questo però luccica.
non è solo bianco è proprio oro bianco.

mi capita di pensare a come sarò da vecchio.
ricordo mio nonno, quando è morto.
non l'ho mai amato molto per tutta una serie di motivi: primo fra tutti impiegava ore a mangiare e pretendeva che io e mia sorella stessimo a tavola fino a che lui non aveva finito.
non c'erano possibilità di deroghe con lui.
non chiedeva. ordinava.
beh, insomma lui era sempre stato un tipo sportivo, fino ad 80 anni ha continuato ad andare in bici, camminare, tirare di boxe.
aveva anche un punginball in casa.
e sempre con la fissa di essere totalmente indipendente, odiava non essere in grado di fare le cose da solo.
piuttosto lasciava perdere, ma non chiedeva aiuto.
poi è morta la nonna, sua moglie cioè, non sua nonna, mia nonna (ho sempre una grande confusione in testa riguardo ai rapporti famigliari).
e lui si è lasciato andare.
sembra una cosa romantica.
a mia madre non sembrò così.
"l'ha trattata come una schiava tutta la vita. quella poveraccia si ammazzava di lavoro tutto il giorno e mai che lui muovesse un dito. arrivava a casa e pretendeva di trovare il piatto pronto, qualunque ora fosse, e tutta la famiglia riunita a tavola", disse così mia mamma.
insomma, diciamo che non era esattamente il tipo di uomo capace di farsi amare dalle persone.
un bel giorno prese, uscì di casa da solo e senza dir niente a nessuno cominciò a camminare per Milano.
per 2 giorni non si riuscì a capire dove fosse finito.
arrivarono anche i pompieri che tirarono giù la porta di casa sua.
finchè lo ritrovarono al parco Forlanini, che dava da mangiare ai piccioni.
era ferito, forse era stato rapinato, non lo si seppe mai perchè lui non disse mai nulla.
aveva smesso di cercare di comunicare.
aveva rinunciato.
e per essere sicuro che nessuno avrebbe più potuto entrare nel suo mondo, era impazzito.
i medici dissero che aveva subito una lesione del lobo temporale, o qualcosa del genere non ricordo bene.
fatto sta che era diventato impossibile avere una conversazione logica con lui.
"come stai oggi?"
"quell'infermiera che è passata prima... l'hai vista? mi stava guardando. hai visto che culo eh?..."
era diventato una specie di maniaco sessuale.
mai capito se lo fosse sempre stato in potenza, o se davvero sia stata una botta in testa a farcelo diventare.
anche se poi, alla fine, siamo tutti dei maniaci sessuali.
beh, quando fu ricoverato, cominciò letteramente a rimpicciolirsi.
non riusciva più a stendere le gambe.
arrivavano le infermiere e provavano a distenderlo, e lui si lamentava e quasi piangeva.
e tornava alla sua posizione simil-fetale.
a me sembrava un calciatore che fa riabilitazione.
solo che lui non si riabilitava, si rimpiccioliva sempre più.
io pensavo che era come un cerchio: era ritornato al punto da cui era partito.
un infante che aveva bisogno di essere imboccato, che doveva essere lavato e tutto il resto.
c'era questo particolare delle manie sessuali, ma del resto gli infanti non parlano quindi sai mai cos'hanno in testa...
non so, vedere un uomo che avevo sempre visto correre e pedalare e fare tutto da solo ridotto su un letto senza neanche la consapevolezza della situazione in cui si trovava, voglio dire, per me era la prima volta che vedevo la forza e l'orgoglio ridotti all'impotenza senza possibilità di riscatto
era la prima volta che mi rendevo conto che ci sono cose contro cui non puoi lottare
e che prima o poi toccheranno anche a te
non ho mai avuto tanta paura di morire in vita mia

poi uscendo dalla clinica mi sono guardato intorno e c'erano alberi ovunque nel giardino.
ed erano contorti, e vecchi e mi sembravano mio nonno.
solo che per quanto si contorcessero su loro stessi arrivavano al cielo.
e io sentivo il sole che scherzava con le mie ciglia accarezzandomi gli occhi.

da quel momento quando ho paura penso a me stesso come ad un albero.

non che oggi, che ricorre non so più che anniversario dalla morte di mio nonno, abbia improvvisamente scoperto di volergli bene, a volte i sentimenti si cristallizzano in ciò che sono stati e tali rimangono. dico solo che forse non importa quanto arrivi vicino al cielo. ho letto da qualche parte che non puoi avvicinarti all'orizzonte, resterà sempre a 33 cm, sempre alla stessa distanza, 33 cm.
non so come l'abbiano calcolato, non so nemmeno se sia vero. ricordo solo che sono esattamente 33 cm.
una distanza ridicola.
da diventarci matto a lasciarti ossessionare.
33 cm.

per fortuna un albero non si cura della sua distanza dal cielo.
distillato da Indiano di Bombay nella sua raffineria clandestina alle ore 23:47 | Ultralink | vuoi favorire? commenti (18) | popup commenti (18)
bottiglie d'annata:
venerdì, 04 maggio 2007

di tutta questa bellezza che mi stupisce

dici che ho spesso uno sguardo sorpreso
vorrei potessi vedere tutta la bellezza che vedono i miei occhi quando ti guardano

distillato da Indiano di Bombay nella sua raffineria clandestina alle ore 14:09 | Ultralink | vuoi favorire? commenti (11) | popup commenti (11)
bottiglie d'annata: in fondo ai guanti bui