Swisscom, società di telefonia svizzera a maggioranza statale, ha lanciato un'OPA su fastweb.
Ma amichevole eh.
Tanto amichevole che è sul 100% delle azioni.
Il portavoce svizzero della Swisscom è tale Scholter, Carsten Scholter. Vedi è sui nomi che gli svizzeri ci fregheranno sempre: questo qui, manco l'hai mai visto, non sai chi è ma il nome è già una garanzia.
Comunque, avendo fissato il prezzo di ogni azione a 47 euri la cifra totale dell'operazione si aggira sui 3,7 miliardi di euro.
Gli svizzeri son precisi si sa.
Han detto che non vogliono tingere di bianco rosso la società.
Scaglia, presidente di fastweb, ha dichiarato:"Che c'entra il bianco rosso?" in una conferenza stampa piena di svizzeri che agitavano bandierine con la croce elvetica bianca su sfondo rosso. Schloter ha risposto prontamente:"Italiani sono brafa gente. E poi se afete sopportato hunziker a festifàl potete sopportare OPA.Ma passiamo a danze con mandolino prego."
Io personalmente una bella mano di bianco alle pareti non ce la vedrei male ma pare non sia questo il punto focale della questione.
Pare che Scaglia sia tentato dalla precisione svizzera che si esplica nel seguente assunto: gli svizzeri pagano in contanti.
3,7 miliardi di euro in contanti.
Aspetta, in lire, è una cosa come un 7 seguito da 12 zeri:
7 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0
Tira la leva, 3 fragoline, Jackpot.
Scaglia ha dichiarato:"Va bene, vendo. Ma i soldi li voglio in gettoni d'oro"
Io personalmente aspetto le gite aziendali nei rinomati localacci di Lugano.
(Che poi dai, Scholter l'è pure un bel tosetto:
)
ci sono, no?, i giorni in cui ti metteresti gli occhiali da sole, quelli a maschera che tu guardi ma nessuno vede il tuo sguardo. che ti metteresti il gel in testa per spararti i capelli in aria il più lontano possibile dal cervello, il più vicino possibile al sole che entra dalle finestra. che indosseresti un rosario nero al collo, di quelli che cadono proprio al terzo bottone slacciato della camicia aperta sul petto villoso che non hai ma ci sono giorni che sì. che cammini in mezzo all'insostenibile col fare di chi ha una soluzione per tutto e se non ce l'ha non se ne cura.
ci sono giorni che ti capita la mano perfetta.
tramuta rabbia in gocce di splendore e fanne dono.
generoso come un imperatore annoiato.
ci sono giorni che in mezzo all'open space in cui ti sei indebitamente intrufolato in cerca del calore umano che il tuo ristretto ufficio non ti offre ti metteresti a cantare se solo avessi un microfono.
e le luci adatte.
che poi non hai nulla di diverso e sei vestito in jeans e maglione esattamente come i 2 giorni precedenti che stamattina non c'avevi voglia di star lì e non è che ti metti a cantare davvero.
ma mentre cammini in mezzo alle postazioni dei pc tu la senti.
la musica in testa.
tu la senti.
e suona da dio.
ci sono giorni che puoi usare te stesso per essere quello che vuoi.
oggi sono così bello che stare in ufficio è uno spreco.