Adoro guardare stronzate su mtv.
C'è sto programma, date my mom, cioè nel mio inglese fluent da curriculum taroccato una roba tipo "appunta mia madre" dove "appunta" è neologismo per "esci per un appuntamento con". insomma un ragazzo che non c'ha nulla di meglio da fare, prende, esce con 3 mamme di fanciulle che non conosce e poi in base alle madri sceglie una delle 3 figliole infilate in una limousine coi vetri oscurati per mantenere la suspance fino all'ultimo. la scelta avviene su una scogliera con le 3 madri (che è anche una canzone di de andrè, ecco perchè l'espressione mi suonava famigliare) schierate in attesa di giudizio e il giovane che prima le liscia tutte e 3 dicendo che si è divertito con tutte e poi ne massacra 2. ne resterà soltanto una.
puntata memorabile: il giovane, belloccio, si ritrova a scegliere una ragazza davvero brutta. ma non infieriamo. come da format, i 2 corrono sulla scogliera con musica pop in sottofondo e tramonto che illumina il mare di arancione e vento tra i capelli tipo videoclip.
un attimo prima di precipitare in mare si fermano giusto sull'orlo del precipizio. il rumore delle onde che si infrangono sugli scogli accompagna i primi piani sui volti dei 2 giovani innamorati che si struggono pensando alla passione che a breve li travolgerà.
primo piano sul volto di lei: la speranza dipinta negli occhi che finalmente qualcosa sia cambiato, che il classico quarto di manzo che finora ha visto solo in tv o dal macellaio con le debite differenze estetiche abbia finalmente notato il suo animo gentile che si cela dietro quello sguardo imbarazzato e un po' timido ma che nasconde una potenziale reginetta del ballo con tanto di scettro e corona. basta solo aver voglia di guardare. è quello che ti insegna mtv dopotutto.
lei: allora quando usciamo?
partono cuoricini volanti dai suoi occhi all'indirizzo del giovane
lui: lasciami il tuo numero. ti chiamo io
lei fa la faccia tipo "stavolta mi butto davvero". per un attimo si sfiora la tragedia.
tra il sublime e il ridicolo non v'è che un passo diceva napoleone.
P.s. nessuno se ne esca con la solita storia "eh ma quella roba lì l'è minga vera nè, l'è tutto preparato veh".
Questo non è il blog degli umarells e io non parlo il milanese peraltro.
Ah, il titolo non c'entra nulla. O potrei anche dire che ha ispirato il post. E sarebbe pure vero in fondo.
l'unico film con la bellucci che avrei visto volentieri non sarà mai girato.
esterno palazzo chigi.
solita folla di giornalisti in bivacco scazzato.
esce Prodi.
i giornalisti rianimati gli si fanno intorno circondandolo all'istante di microfoni:
-presidente cosa pensa delle parole di Ruini sui dico?
-non me ne frega un cazzo
"santo: peccatore morto, riveduto e corretto"
Ambrose Bierce, Il dizionario del diavolo
A volte mi stanco di brancolare nell'ignoranza e decido di illuminare le tenebre.
Così, pensando a San Valentino, mi son detto "ma sto Valentino poi, chi era?"
Beh ovviamente leggende varie ed eventuali, pochi dati certi e un sacco di pubblicità da parte della chiesa, che è sempre un'ottima pr.
Una delle leggende, nata nei paesi anglosassoni e già non mi convince, narra che Valentino fosse un giovane eremita con l'abitudine di regalare fiori del suo giardino ai giovani che lo andavano a trovare.
Una specie di Michael Jackson insomma, ma meno ricco. e anche meno bianco. Comunque, tra una delle coppie di giovani nacque un amore meraviglioso, la notizia si sparse e Valentino prese a disboscare foreste per regalare fiori alla processione di innamorati che bussavano alla sua porta.
Ma sta leggenda non è un granchè: molto figlio dei fiori insomma cioè no' sssiamo cioè contro questa cioè massificazione dell'ammore cioè intesa come nel senso di cioè viva l'amore libbero cioè.
Un po' meglio quella secondo cui Valentino sarebbe stato condannato a morte dall'imperatore romano di turno a causa del fatto che non rinunciò alla sua fede cristiana. Nell'attesa della condanna a morte -tramite lapidazione o decapitazione non si capisce bene ognuno scelga in base ai propri gusti, a me piace di più pensare che se lo siano mangiati i leoni in un colosseo gremito di gente adorna di corone di fiori, cioè oltre al danno la beffa cioè - dicevo, in attesa di fare la conoscenza del Dio per cui andava incontro alla morte, Valentino si innamorò della figlia del guardiano delle segrete, tale Asterius, che sembra uno dei cavelieri dello zodiaco, ma al tempo doveva essere un nome normale. La figlia non si sa come si chiami, o meglio diciamo che mi ero rotto di cercare, quindi per me sarà Adalgisa ( chi mi conosce lo sa. )
Adalgisa è cieca. Del resto, passi la vita nelle segrete con tuo padre senza mai vedere la luce del sole, che te ne fai della vista? Valentino, che fino a quel momento a parte farsi condannare a morte non aveva fatto granchè nella sua vita, si mette lì di buzzo buono e una preghiera oggi una domani fa il miracolo: Adalgisa riacquista la vista.
Metaforico in un certo senso: l'amore ti libera dalle tenebre oscure in cui brancoli e ti dona la vista. Non che ti doni la luce, solo la possibilità di vedere il buio. Così chiaramente.
Valentino deve già dire addio alla sua bella, e la sera prima dell'esecuzione, mentre sente i ruggiti dei leoni, le lascia un biglietto con un messaggio di quelli che restano, che ti prendono dentro, che ti sciolgono, che ti commuovono, che ti:
"dal vostro Valentino"
- da cui l'usanza delle valentine e charlie brown e la ragazza dai capelli rossi -
basta poco a fare poesia alle volte.
il casino è ridare la vista ai ciechi.
Che poi, se ci pensate, Adalgisa coi suoi occhi nuovi di pacca, colore dello smeraldo del mare, la prima cosa che vede è il suo amore graziosamente sbranato dai leoni.
Io l'ho sempre detto che devi stare attento a ciò che desideri.
Potresti ottenerlo.
Ma lo vogliamo dire che gli u2 non scrivono un pezzo decente da one?
e il resto dell'album, achtung baby, era una cosa davvero inascoltabile, dicono "sperimentale", lo dicono sempre, tutti, quando non sanno bene cosa stanno facendo. sarebbe più facile dire "oh, abbiamo finito le idee". e invece dicono "sperimentale". saranno sinonimi.
e lo vogliamo dire che bono ha rotto le palle con le sue manie da predicatore? che poi, abbatti il debito ma intanto sposta la residenza in olanda per pagare meno tasse. a qualcosa gli è pur servito seguire i corsi di economia. lui e quell'altro amico suo, bob geldof. ora io vorrei sapere, ma bob geldof cosa fa nella vita? non mi dite che fa il cantante, che l'ultimo concerto in italia gliel'hanno annullato perchè aveva venduto 5 biglietti. e 3 li aveva comprati lui. quindi, caro bob, quand'è che cominciamo a lavorare? non è che si può sempre vivere della paghetta della mamma.
e poi, isabella santacroce non è una scrittrice. e su questo non si discute. è una che tira parole a caso, con una punteggiatura inutile, e infilando una parolaccia ogni tanto che fa molto giovane ribelle. ribelle a cosa non si sa, ma l'importante è che si percepisca il disagio.
e ne ho piene le palle delle emule della santacroce sparse in giro per la rete quelle che scrivono interventi tipo
"cartellone
lampione di fuoco
maledetto equilibrio del tuo corpo spezzato sopra di me
il sangue, cazzo, il sangue, in putrefazione tra carni giovani in oscure preghiere lungo notti bagnate di lacrime
la vita è solo dolore"
se ti pare che quello che hai appena letto abbia un senso, fatti vedere da uno bravo.
davvero.
il fatto è in realtà una domanda: il primo intervento è sufficiente a definire il tono di un blog? tutto sommato è come la prima sera con una ragazza: porto i fiori o i cioccolatini? o entrambi? non sarà troppo? come stabilire una gerarchia dei doni? perchè quando sta roba va a capo mi salta una riga? la prima impressione è quella che conta alla fine, nel senso che è già una prima definizione. nel dubbio, di solito io non decido, lascio che all'ultimo momento scelga il caso: se trovo un fiorista vada per i fiori, se trovo willy wonka sulla via vada per i cioccolatini (che detto così sembra anche un'altra cosa ma non è). e cuore in pace. il casino è quando trovo willy wonka che vende fiori.
comunque in realtà la risposta è un fatto: stasera ho i piedi freddi. alle questioni filosofiche penserò da domani.
(Ah ok. shift + invio)