io non tremo

è solo un po' di me che se ne va

La prima cosa è il titolo

E' una canzone, non un invito a passare di qui, scribacchiare una frase a caso degli after e sentirti meglio. Quindi pensaci. Ancora un attimo, dai.

Shakerato non mescolato

qualunque idea tu ti sia fatto, stai tranquillo. è sbagliata

Fate il vostro gioco


I dati ufficiali

*loading* ricerche sbagliate

Se sei qui, quasi sicuramente cercavi altro. consolati, non sei il solo. pure io.

manifesto

Visti i vari fenomeni che girano in rete, intendo precisare che questo blog non è una testata giornalistica. Più che altro perchè nessuno mi paga...

martedì, 22 luglio 2008

Quo usque tandem Catilina abutere patientia nostra?

distillato da Indiano di Bombay nella sua raffineria clandestina alle ore 14:21 | Ultralink | vuoi favorire? commenti (2) | popup commenti (2)
bottiglie d'annata:
mercoledì, 25 giugno 2008

Dialoghiamo dai amici!

si torna a parlare di impunità, ah no scusate, immunità. del resto è giusto. questa classe politica ha dimostrato coi fatti di essere formata da persone cristalline, dagli alti valori etici e che nulla hanno a che fare con la vecchia politica della prima repubblica fatta di ladri della cosa pubblica. ormai siamo ai livelli della svezia come corruzione, bisogna dirlo. si meritano quindi un riconoscimento: poter difendere le proprie preziosissime opinioni senza la spada di Damocle di 789 magistrati rossi (dati forniti dal Presidente del Consiglio dei Ministri e basati su elementi oggettivi quali la mano con cui le ordinanze vengono firmate e/o quella con cui i giudici si sparano le pippe nei bagni dei tribunali) che insistono nell'inventare teoremi giudiziari.
l'opposizione, dal canto suo, non si scompone troppo. e c'è da capirli: come si può minare quella risorsa fondamentale per il paese che è il dialogo? cos'è un paese senza dialogo? è un paese? no. quindi è giusto. qualunque cosa venga proposta dalla maggioranza se ne discute civilmente, senza scomporsi troppo cercando di perdere il maggior numero di voti possibile. ma andiamo, come si fa a non dialogare con un pacioccone simpatico che racconta barzellette? come si fa? cucci cucci cù! cicù cicù! come si fa, dico io, come si fa? bisogna essere senza cuore.
E allora dialoghiamo! Dialoghiamo su: censura della libertà di stampa in termini di intercettazioni, impunità dei ladri della cosa pubblica, aggravamento della già difficile situazione giudiziaria con una bella sospensione dei processi per reati minori come lo stupro...
andiam, andiam, andiamo a dialogar pò pò pò pò, pò pò pò pò, pò pò! pò pò!

sarei seriamente preoccupato di tutto ciò, ma per fortuna Berlusconi non ha la statura da statista di Mussolini...
distillato da Indiano di Bombay nella sua raffineria clandestina alle ore 11:50 | Ultralink | vuoi favorire? commenti (10) | popup commenti (10)
bottiglie d'annata:
venerdì, 20 giugno 2008

lunedì 23 giugno, ore 18, in questa famosa città civile

Giusto per far sapere che c'è qualcuno che pensa che l'uguaglianza di fronte alla legge sia un principio irrinunciabile della democrazia:


"Rompiamo gli indugi. Il nuovo assalto di Silvio Berlusconi ai principi di legalità e alla giustizia non può vederci testimoni immobili e dunque complici. Ancora una volta il potere politico viene usato per tutelare posizioni processuali personali, senza alcuno scrupolo né verso i principi costituzionali né verso gli effetti che si producono a cascata sull’amministrazione della giustizia, sulla sicurezza e sulla libertà d’informazione. Le scelte accomodanti dell’opposizione si stanno rivelando semplicemente sciagurate. L’idea che l’acquiescenza verso Berlusconi sia segno di maggiore consapevolezza e maturità politica sta portando il Paese alla deriva, privandolo di una voce forte e coerentemente risoluta nella difesa della Costituzione e della decenza repubblicana in parlamento.

Noi crediamo che la logica alla quale Berlusconi sta assoggettando l’azione del suo nuovo governo e della sua maggioranza meriti una forte risposta democratica, libera dai complessi di colpa che la politica e l’informazione hanno cercato di gettare su chi negli anni passati si è mobilitato contro le leggi-vergogna e contro la manomissione della Costituzione. Non è stata la difesa dei principi di legalità costituzionale a fare perdere il centrosinistra, il quale anzi dal 2002 ha sempre vinto tutte le prove amministrative, fino alle politiche del 2006. Non è la nettezza dei principi che fa perdere, come ha dimostrato il divario tra i risultati di Rita Borsellino in Sicilia e i disastrosi risultati successivi. A far perdere voti è l’incapacità di governare emersa tra rivalità, ambizioni, narcisismi e rendite ideologiche ai danni del governo Prodi. Ed è, oggi, l’incapacità di rappresentare i propri elettori, sempre più inclini a non partecipare al voto.

Per questo invitiamo i cittadini milanesi a una prima mobilitazione in difesa della Costituzione e della giustizia per lunedì 23 giugno alle 18 davanti al Palazzo di giustizia, luogo simbolico per l’opinione pubblica legalitaria della città. Del tutto consapevoli che non siamo noi il “già visto”. Il “già visto”, la ripetizione infinita della storia, una storia di arroganze istituzionali, è Silvio Berlusconi. Davanti a noi c’è solo una scelta: se tacere per stanchezza o mettere una volta ancora le nostre energie al servizio della democrazia repubblicana e dello spirito delle leggi."    

Manifestazione promossa da Nando Dalla Chiesa, Gianni Barbacetto e altri.
distillato da Indiano di Bombay nella sua raffineria clandestina alle ore 10:00 | Ultralink | vuoi favorire? commenti (7) | popup commenti (7)
bottiglie d'annata:
mercoledì, 18 giugno 2008

a proposito, l'Italia è ai quarti

Questi incapaci figli di puttana non solo distruggono i princìpi cardine del diritto attaccando l'obbligatorietà dell'azione penale prima di rendersi di fatto non perseguibili, ma vogliono anche convincermi che lo fanno per il mio bene. La corruzione non è un reato grave? Bene, non voglio più sentire nessuno lamentarsi del fatto che, in questo paese, qualunque opera pubblica che all'estero costa x e si realizza in tempo y, costa 3x e si realizza in 4y perchè c'è da dividersi la torta tra tutti quelli che possono arraffare qualcosa.
La logica distorta per cui il criminale non è chi compie un reato ma chi lo persegue o chi informa i cittadini in merito ai capi d'imputazione viene ripetuta a mezzo stampa e in televisione dalle armi di distrazione di massa del padrone, mentre si incensano le decisioni assurde relative all'impiego dell'esercito. Ma quale emergenza attualmente attanaglia questo paese per giustificare l'impiego dell'esercito nelle città? L'inflazione? La precarietà? Ma di cosa stiamo parlando? E' possibile che alla gente piaccia così tanto farsi prendere per il culo?
Queste teste di cazzo pensano di risolvere i problemi di questo paese mettendo 150 soldati a presidio di una città. Nel frattempo le volanti restano senza benzina con conseguenze facilmente prevedibili sulla capacità delle forze dell'ordine di presidiare il territorio.
Fanno ciò che hanno sempre fatto: provvedimenti di facciata, quando va bene soltanto inefficaci ed inutilmente dispendiosi, altrimenti perfino dannosi, come in qualunque caso in cui si affronti il tema giustizia, per risolvere i problemi di quel criminale del cazzo che è Berlusconi. La corruzione di un testimone in un processo non è un reato minore, soprattutto quando a compierla è un tizio che ritiene di poter mettersi alla guida del governo di un paese che dovrebbe essere civile. E prima o poi bisognerà che ci si metta in testa che il problema della sicurezza è strettamente legato a quello della giustizia.
Ma non si può pretendere intelligenza dalla gente che ha votato quel ladro mafioso che sta al governo, istupidita a masturbarsi il cervello con gli spettacoli simil porno delle reti del padrone.
distillato da Indiano di Bombay nella sua raffineria clandestina alle ore 14:35 | Ultralink | vuoi favorire? commenti (8) | popup commenti (8)
bottiglie d'annata:
martedì, 10 giugno 2008

calcio voodoo

Premesso che io la partita non l'ho vista, perchè io sono ggiovane e ribelle e ho cose più importanti cioè da fare che riguardano cioè la mia crescita come persona cioè ancora prima che cioè come soggetto rivoluzionario, la giustificazione per cui il primo goal dell'Olanda è regolare perchè un giocatore infortunato (Panucci) che riceve, al di fuori del rettangolo di gioco, le cure del caso, tiene in gioco l'attaccante, è semplicemente ridicola. E' come dire che siccome il campo di gioco è costruito sulle antiche rovine di un cimitero italiano, gli attaccanti olandesi sono sempre in posizione regolare.
A tal proposito, faccio parlare per me il mio avvocato difensore.
distillato da Indiano di Bombay nella sua raffineria clandestina alle ore 16:46 | Ultralink | vuoi favorire? commenti (11) | popup commenti (11)
bottiglie d'annata:
mercoledì, 04 giugno 2008

panem et circenses

Non male come inizio:

-conti pubblici a rischio grazie all'eliminazione ICI (così finanziata) e conseguente taglio delle stime di crescita del PIL per il 2008;
-bocciatura del prestito ponte ad Alitalia con possibile apertura di un'altra procedura d'infrazione;
-reato di clandestinità bocciato da ONU e Vaticano: prima c'è, poi non c'è, poi è solo un'aggravante;
-decreto rifiuti incostituzionale e pericoloso per la salute dei cittadini perchè permette lo sversamento in discarica, nella sola regione Campania, anche di rifiuti che in tutte le altre regioni d'Italia devono prima essere trattati;
-proposte di intitolare strade ad ex fascisti;
-sanatoria per le banche che non hanno rispettato il decreto Bersani, tramite la possibilità di rinegoziare mutui (solo con la banca presso la quale si è già acceso il mutuo e senza alcuna misura sanzionatoria nel caso in cui la banca non adempia) che in realtà comporta costi più alti;

Mi sono perso qualcosa?

distillato da Indiano di Bombay nella sua raffineria clandestina alle ore 12:05 | Ultralink | vuoi favorire? commenti (16) | popup commenti (16)
bottiglie d'annata:
mercoledì, 28 maggio 2008

un po' per celia

Le cose che mi son piaciute di x-factor:
-le tette di Ilaria.
Una follia eliminarla in semifinale. Voglio dire, siamo in televisione, sì contano le canzoni, ma vogliamo mettere con le tette? Cara Maionchi, invece di scegliere lo slavatino Toni, era il caso di far spogliare un pochino Ilaria, e magari provare a insegnarle a controllare i bassi (intese come note basse) che le sfuggivano sempre. Cantare non è una gara a chi prende la nota più alta.
Abbastanza inquietante comunque che una produttrice discografica faccia cantare al suo protetto un canzone come quella che ha cantato Toni: pop facile facile, con un testo pseudo giovanile sentito già miliardi di volte e messo in mano a un ragazzino la cui unica forza era la pettinatura. Quindi, grandiosa l'idea di pettinarlo come un seminarista per la finale: gli mancava il rosario...
-alcune uscite della Maionchi.
Tipo nella serata della finale che, dopo due ore di discussione tra Morgan e la Ventura sul nulla, se ne esce candida con un:"Ma non ho capito cosa c'entri la camicia". Doveva essere una specie di esperta, a me è sembrata più la Clerici del programma: mi aspettavo sempre che da un momento all'altro andasse di là a spadellare cantando le tagliatelle di nonna Pina. Ruspante.
-il ruolo del conduttore.
Riassumendo: zitto, leggi qua quando devi, cerca di fare pochi danni. Grazie, alla prossima.
-le tette di Ilaria.

Ecco a proposito delle polemiche sull'eliminazione di questo o quel gruppo o cantante, interpretata come il sintomo di una presunta decadenza cultural-intellettuale di questo paese, han vinto gli Aram Quartet, il più intellettualoide dei gruppi presenti. E allora? Ciò dimostra che il popolo italiano è pieno di fini esperti musicali?
Mettiamo un po' di puntini sulle i: ricordiamo ad esempio che, in questo paese, si ascolta l'opinione di Mario Luzzatto Fegiz, uno che è decisamente colto in materia musicale ma che non capisce un cazzo. Per intenderci, dichiarò che il più bel concerto a cui fosse mai stato era quello di Yoko Ono. C'erano lui e Yoko Ono.
Poi, vogliamo metterci in testa che x-factor è un programma tv? Non si parla di musica, come disperatamente cercava di sostenere il conduttore sillabando i gobbi. E' un programma tv: immagine, personaggi stereotipati e canzoncine da Sanremo. Non c'era nemmeno da porsi il problema: guardare le tette di Ilaria era il modo più intelligente di fruire del programma. Mi spiace per le fanciulle all'ascolto, ma non ho guardato i culi dei cantanti...
Vogliamo parlare del fatto che gli intellettualoidi vincitori sono un gruppo che ha problemi ad intonarsi sui cori all'unisono e che, per cantare the wall, si è presentato sul palco con dei martelloni in mano? Più che autoironici, mi sembrano ridicoli. Bravi ragazzi eh: mi domando che prospettiva discografica abbiano. Vedasi Lollipop.

Passiamo ai giudici.
Che eroe Morgan che sfotte la Ventura! Ah che bel personaggio, il più facile di tutti forse: quello che dice sempre il contrario di quello che ti aspetti (la prevedebilità dell'imprevedibilità), quello che fa il giochetto che elimina il suo protetto per creare suspance, quello che non vuol fare il giudice, non vuole nemmeno essere chiamato giudice, però è lì a fare il giudice. Quello impegnato, che c'ha da fare, ha direzioni musicali da esplorare ma intanto si passa un paio di mesi a fare il pupazzo in un programma in prima serata su rai2. A me francamente sta gente che vive sul personaggio sopra le righe ha rotto il cazzo. E viene pure a raccontarmi che, incentivando la logica alla MTV applicata alla musica coi balletti e le coreografie, fa cultura musicale. Morgan ha preso x-factor per quello che gli serviva: una specie di isola dei famosi dove rilanciarsi in vista di un nuovo album coi bluvertigo che, guarda caso, è già stato annunciato. Grazie di tutto Morgan, ora puoi tornare nel dimenticatoio.

Morale della favola: bravissima Giusy, ma non è che puoi cantare tutte le canzoni alla stessa maniera. Se fosse entrata alla penultima puntata, magari avrebbe vinto. Emanuele chitarrino, se giri per i locali di Milano di gente così ne trovi a pacchi in svendita. Toni, avrei preferito lo soprannominassero Antonuzzo Beddu, almeno avrebbe avuto qualcosa di particolare. Ilaria: ho già parlato delle sue tette?

E' incredibile come, blaterando del nulla, mi vengano sempre post lunghi.

distillato da Indiano di Bombay nella sua raffineria clandestina alle ore 10:47 | Ultralink | vuoi favorire? commenti (14) | popup commenti (14)
bottiglie d'annata:
mercoledì, 21 maggio 2008

questa gente riesce a riconciliarmi col vaticano

Dunque, ricapitolando,

l'Italia è preda della minaccia rom che mette a rischio la sicurezza nazionale. I rom, per natura, stuprano, rubano, uccidono e soprattutto vivono nelle roulotte. Son fatti così, è genetica: lo dicono i celtici scenziati della commissione per la razza. Quindi, il fiero governo padano d'Italia, repentino, si riunisce sul suolo straniero di Napoli per restituire la nazione, oltraggiata dall'invasore bolscevico (e roulottaro), all'antica dignità imperiale che gli spetta.
Nasce così, tra fanfare che suonano profondo rosso, il rivoluzionario "pacchetto sicurezza".
Varie norme simpatiche di accoglienza, che qualche nemico della patria si ostina a definire razziste, tipo nuovi CPT , rimpatri forzati (nessun cenno a come accordarsi con la nazione di rimpatrio per ottenere l'identità dei rimpatriandi visto che senza una carta d'identità nessuno sale su un aereo, ma è giusto, non si scende a compromessi con i vigliacchi che infangano la patria) e detenzione per il temibilissimo reato di immigrazione clandestina, commesso da migliaia di badanti stupratrici, assassine e sequestratrici di anziani. Tutto a spese dello Stato, ma la grandezza dell'impero non ha prezzo.
Le due norme più interessanti, però, che davvero dimostrano come il nuovo esecutivo sappia focalizzare immediatamente le priorità del paese sono le seguenti:
1) ridimensionamento dell'obbligatorietà dell'azione penale, imponendo a Procure e Tribunali di dare la precedenza alle indagini e ai processi con imputati detenuti e, «in ogni caso», a quelli riguardanti reati che mettono «in pericolo la sicurezza pubblica» o che «comportato grave allarme sociale». Cioè, il punto non è velocizzare i processi, snellire le pratiche burocratiche, fornire uomini e mezzi per le indagini e per gli atti amministrativi ma focalizzarsi sui reati giusti. Quali siano i reati giusti ovviamente lo sceglie uno che è indagato. Cristallino.
2) possibilità di sospendere per 60 giorni i processi già in fase di dibattimento per reati commessi prima del 31/12/2001 (e perchè non 2000? e perchè non 25/07? o 05/08 che son nato io?). Guarda caso, il cosiddetto processo Mills, giunto alla sue fasi conclusive, in cui Berlusconi è imputato di aver comprato il silenzio dell'avvocato inglese David Mills in merito alle società All Iberian, società off shore create per frodare il fisco e usate ad esempio per corrompere Craxi, ricadrebbe in questo caso. Due mesi di sospensione prima delle ferie significherebbe rimandare tutto a Settembre, e poi, chissà...
E' in ogni caso evidente a tutti il diretto collegamento tra questa specifica norma e l'emergenza rom.
E' che i rom, no, nel 2001... no aspetta, Mills è un rom... no... Mills è amico dei rom... no, no Milss ha una roulotte. Ecco, chiaro, Milss ha una roulotte.

Ora, non è che io voglia insinuare che Berlusconi stia sfruttando vigliaccamente un'emergenza sicurezza creata ad hoc dalle sue televisioni per far passare l'ennesima legge ad personam. Anzi, sono fermamente convinto che tutti i rom stupratori pre 31/12/2001 debbano patteggiare, risolvendo il problema della giustizia e quello della sicurezza in un colpo solo. Quelli dopo invece non devono patteggiare, lo dice lo zodiaco cinese.
Noto solo che nel disegno di legge non si parla di stanziare fondi per fornire la polizia di Stato di nuove volanti.

Ah già, che scemo, il territorio lo presidiano con le ronde.

distillato da Indiano di Bombay nella sua raffineria clandestina alle ore 12:27 | Ultralink | vuoi favorire? commenti (9) | popup commenti (9)
bottiglie d'annata:
giovedì, 15 maggio 2008

analisi del nulla

Oh!
FINALMENTE!
Finalmente!
Era il vero motivo per cui tenevo ancora aperto questo blog.
Posso dirlo con un certo, malcelato orgoglio: ho ricevuto la visita sul mio blog del primo lettore che mi insulta.
Il commento, abbastanza articolato e comunque, a differenza di altri che mi è capitato di leggere, argomentato con grande rigore, pur in una sintesi dialettica che vorrei quasi definire hegelliana nel suo superare l'apparente contrapposizione tra tesi e antitesi, è il seguente: "sei una merda".
Poesia. Poesia pura. Un haiku, vorrei azzardare, riadattato e reinventato per l'occasione con la genialità che non ti aspetti e inizialmente non riconosci.
Non è facilissimo da capire, pertanto ne faccio una breve sinossi: soggetto sottinteso, TU (che sarei io), sei [spazio] una [spazio] merda
Godetevi gli spazi calibrati con maestria, godetevi il respiro del predicato nominale, godetevi la mancanza del punto alla fine della composizione che apre la strada alla riflessione sul significato.
Del resto, il commento è di per sè esplicito: in un colpo solo distrugge tutte le mie argomentazioni, confusamente espresse in un post oltremodo lungo e arzigogolato. Mi inchino di fronte alla superiorità dialettica e non tento nemmeno di ribattere, rischierei il ridicolo.
Ubi maior, minor cessat.
E lo devo ammettere: quest'uomo mi ha aperto gli occhi. Anzi, con il presente post volevo mostrare tutta la mia gratitudine a questo simpatico sconosciuto che, forse a prima vista incompreso, potrebbe sembrare un becero ignorante.
No, non fatevi ingannare, cari amici lettori e care amiche lettrici.
No. Non fatelo. Scuotete la testa con me. Riflettete con me.
Prima di tutto, nella civilissima obiezione di quello che mi onoro di chiamare "il mio illustre sconosciuto amico", io leggo una critica alla scelta del tema del post, o meglio, uno sprone a spingersi più avanti nella riflessione, a trarne le conclusioni in qualche modo. La chiave di volta, forse un po' ermetica, è la pietra filosofale della satira, la merda appunto, che, nel suo trasformarsi da quotidiano oggetto di dileggio e di vergogna a tramite per il raggiungimento di una condizione più alta nello svelamento della sua intrinseca e universale necessità, èleva l'inferiore dalla sua condizione di abbietto, ribaltando le prospettive nell'antico gioco farsesco della giullarata. Come l'inetto, l'incapace letterario si rende conto di essere superiore al dotto, potendo sconfiggerne la prosopopea attraverso la risata così io, attraverso la risata, io, stolto ignorante privo di altri mezzi, avrei dovuto prendere coscienza di me stesso e della mia parità con chi detiene il potere. Quindi, l'ardita metafora, che inizialmente non colsi, era in realtà un invito ad una risata libeatoria che mi riconsegnasse a me stesso, al di sopra delle meschine vicende contingenti. Certo, conoscere la realtà dei fatti è importante, questo "il mio illustre amico sconosciuto" lo dà per scontato. Ma non possiamo fermarci al quadro del divenire che scorre. E' necessario riappropriarsi di una dimensione superiore, per vedere l'immobile motore che sta dietro all'apparente inspiegabilità della mutevolezza. Perchè, come dice "il mio illustre amico sconosciuto", e badate bene, è la prima parola del commento, [tu] SEI. Si parta da qui. Dall'essere, non dal divenire.
Siamo di fronte a un benefattore. Di più: siamo di fronte a un bibliofilo, signori, un piccolo, tenero, e ovviamente per sempre innocente Marcello Dell'Utri in erba.
In secondo luogo, in quelle 3 parole c'è l'espressione cristallina di un disagio radicato nella nazione che, con grande eleganza e misura, gli uomini che oggi occupano le camere del nostro Parlamento hanno saputo interpretare, senza cavalcare la facile onda dell'odio razziale che avrebbe potuto far percepire ai più infervorati il concetto che farsi giustizia da soli è lecito. E per questo va reso merito a chi ha permesso tutto ciò, barrando la casella vincente all'ultima tornata elettorale. Ed anche di questo mi dolgo: io sbagliai, votai lo schieramento avverso, pervicacemente ostinandomi a ritenere gli immigrati esseri umani come noi, rifiutando l'elementare, e quindi grandioso, insegnamento della merda. Merda che, badate bene, io non sono ancora. E difatti "il mio illustre sconosciuto amico" lo charisce in maniera esplicita: sei UNA merda. Poniamo attenzione per un momento alla scelta di questo articolo indeterminativo, sulla quale siamo passati, dandola quasi per scontata. Non, sei merda o sei LA merda. Sono ancora UNA merda particolare, quella di un uomo inferiore che, ostinatamente attaccato a se stesso, non riesce a fondersi nella grandezza della condivisione di un'ideale di pulizia, arrivando almeno alla concezione di una merda universale, distaccandosi da una merda egoisticamente particolare, hic et nunc.
Riuscite a capire ora la grandezza del progetto? Sono i particolari che svelano la genialità della tela.
Tre parole. Avrebbero potuto essere, sole cuore amore. Sarebbero state banali ed inutili.
Sei una merda: la dimostrazione di come un semplice predicato nominale possa diventare insegnamento di vita.

Non posso quindi che ritenermi fortunato ed onorato di aver ricevuto una visita così illuminante, ed invito anzi "il mio illustre sconosciuto amico" a correggere eventuali nuovi abbagli nei quali dovesse capitarmi di incorrere.

E insieme a lui, benvenuti nei prossimi 5 anni di questo paese.

distillato da Indiano di Bombay nella sua raffineria clandestina alle ore 14:36 | Ultralink | vuoi favorire? commenti (9) | popup commenti (9)
bottiglie d'annata:
mercoledì, 07 maggio 2008

il sangue di san gennaro è una specie di Ketchup

Va bene la storia del libero arbitrio -che comunque è una fregatura perchè è come dire che se mio figlio viene da me e mi dice:"Babbo mi dai i soldi per l'eroina?", io gli regalo pure il laccio emostatico, il cucchiaio, e il limone- ma volevo sinteticamente analizzare le possibilità riguardo l'esistenza di Dio in relazione alle catastrofi che si abbattono sul mondo, riportando all'amore di Dio migliaia di persone.
Dunque:

-Dio non esiste.
Troppo facile eh? Già, dimenticavo che il gusto dell'arrovellamento per difendere posizioni indefendibili è parte ineliminabile dell'essere umano.

-Dio esiste ed è un bastardo.
Ci si diverte.
Oh, mettetevi voi nei panni di un tizio onnipotente che dopo un tot di eternità s'è rotto i coglioni di creare universi, stelle e quant'altro che manco lo ringraziano non avendole egli stesso dotate di voce ("Non è colpa mia: su questo libretto c'è scritto che le stelle non parlano" "Ma che libro è?" "La sacra Bibbia, capitolo I, Istruzioni per l'autore"). Bene, a un certo punto a questo viene l'idea geniale: creare dei tizi che siano indotti ad adorarlo anche quando li tortura senza motivo. Io mi ci divertirei insomma. Dico davvero. Andiamo, chi è che da piccolo non ha mai tagliuzzato bambolotti e altri giocattoli? Che bei ricordi...

-Dio esiste ed è impotente.
"Figli miei arriva un uragano! Attenti!"
"Grazie signore dell'aumento del prezzo del grano e del riso che ha risolto il problema del cibo. Amen"
"Figli miei, morirete tutti, ascoltatemi"
"Vai pure a giocare piccolo mio. (Dopo una pausa perplessa) ma copriti che sta per piovere..."

-Dio se ne sbatte.
"Allora: se intervengo perchè intervengo e non siete liberi, se non intervengo perchè non intervengo e sono un bastardo, mò mi son rotto le palle! Eh!"

-Dio si è scelto male i collaboratori.
"Avevo detto uragano in Birmania, Razzi"
"Afere capito relatifismo pericolo per mondo"

-Dio è una donna e si sta preparando per intervenire.
Ma è indeciso sull'accostamento abito-scarpe...

Dio ha una sola scusa: quella di non esistere
Stendhal
(http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=100062)

distillato da Indiano di Bombay nella sua raffineria clandestina alle ore 15:35 | Ultralink | vuoi favorire? commenti (5) | popup commenti (5)
bottiglie d'annata:
martedì, 06 maggio 2008

Il declino globale degli stipendi

Profitti vs salari: 120 miliardi a zero.

[...]
"Otto punti in meno (punti percentuali di PIL finiti ai profitti invece che ai salari), rispetto al 76 per cento di vent’anni prima (si parla del 2005).
Una cifra enorme, uno scivolamento tettonico.
Per capirci, l’8 per cento del Pil di oggi è uguale a 120 miliardi di euro.
Se i rapporti di forza fra capitale e lavoro fossero ancora quelli di vent’anni fa, quei soldi sarebbero nelle tasche dei lavoratori, invece che dei capitalisti.
Per i 23 milioni di lavoratori italiani, vorrebbero dire 5 mila 200 euro, in più, in media, all’anno, se consideriamo anche gli autonomi (professionisti, commercianti, artigiani) che, in realtà, stanno un po’ di qui, un po’ di là.
Se consideriamo solo i 17 milioni di dipendenti, vuol dire 7 mila euro tonde in più, in busta paga. Altro che il taglio delle aliquote Irpef."

[...]
"Sono i capitalisti dei paesi sviluppati che fanno profitti record: pesa l’ingresso nell’economia mondiale di un miliardo e mezzo di lavoratori dei paesi emergenti, che ha quadruplicato la forza lavoro a disposizione del capitalismo globale, multinazionali in testa, riducendo il potere contrattuale dei lavoratori dei paesi sviluppati."

[...]
"Il meccanismo in funzione, secondo lo studio, è un altro: il progresso tecnologico accelera il ricambio di macchinari, tecniche, organizzazioni, che scavalca sempre più facilmente i lavoratori e le loro competenze, riducendone la forza contrattuale."


I corsivi sono miei, come i coglioni che girano.
(Tratto da qui.)

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bottiglie d'annata:
mercoledì, 30 aprile 2008

elegia

Si vede che c'ho qualcosa che mi sta sul gozzo: era da una vita che non aggiornavo così spesso. Ecco, questo è il lato più positivo che mi riesce di trovare riguardo l'andamento delle elezioni di quest'ultimo periodo. E non si capisce cosa ci sia di positivo in realtà.
Comunque, quante altre elezioni deve perdere Rutelli prima che qualcuno gli faccia presente che può anche starsene a casa a schienarsi quella semi-umana della Palombelli? Dite che la prende male una cosa come:"Francè, sei carino ma alla lunga stanchi. (indicando il fondo) Là c'è la porta. No, non quella, lì c'è il cesso". Non vorrei ferire i sentimenti di uno la cui moglie conduce una specie di posta del cuore al TG5.
E' bello perchè la sinistra è praticamente ostaggio di se stessa: chi perde non se ne va perchè se no fa i ricatti: il pallone è mio e ci gioco io!
D'Alema è da anni il miglior amico di Berlusconi, dai bei tempi della Bicamerale, che ebbe come unico merito quello di non fare ciò per cui era stata creata, cioè riformare la Costituzione. Il che è un bene se si pensa che D'Alema intendeva accordarsi con Berlusconi, uno che la Costituzione pensa sia un certificato medico per la pratica sportiva.
Fassino! Ah, quanto mi piace Fassino! Pacato, onesto, lavoratore, con l'hobby delle scalate bancarie. Colleziona legislature insieme alla moglie: sono a 5. Per ricordarle, appendono scalpi di colleghi nella cantina della villetta. Quanto mi piace Fassino!
Almeno ci siamo liberati di Luciano Violante, quello che va in tv a dire che in Afganistan l'Italia difende i propri interessi. Ma come, non era una "missione di pace"? Del resto, da uno che sostiene che i morti repubblichini sono da mettere sullo stesso piano dei partigiani non puoi che aspettarti cose del genere.
Vogliamo concedere clemenza a Veltroni? Probabilmente, insieme a D'Alema, l'uomo le cui idee politiche sono le più vicine allo schieramento opposto? Veltroni sarebbe un ottimo ministro nel governo Berlusconi. A parte questo, è perfetto.

La domanda è semplice: in tutto questo, cosa c'è di sinistra? Magari sarebbe ora di cominciare a pensare che, se le elezioni si perdono, dipende anche e soprattutto dalla classe dirigente.

A margine, Romano Prodi, una delle poche persone serie rimaste, annuncia, nella più totale indifferenza, il ritiro dalla politica. L'unico uomo politico di sinistra che sia riuscito negli ultimi 15 anni a battere Berlusconi, e per due volte, se ne va e il PD sembra quasi sollevato. La cosa che più mi infastidisce è che parlando con alcuni miei colleghi si sentivano cose come:"Ah guarda, Berlusconi sarà quel che sarà, però Romano Prodi con quella faccia non si può vedere". Ora, come si fa a concedere il diritto di voto a persone che ragionano in questo modo? Propongo un esame di sanità mentale per gli elettori.

Comunque, io ora so dove sta la nuova, vera sinistra.

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bottiglie d'annata:
giovedì, 24 aprile 2008

tutto è vero, a volte

Ultimamente mi infastidisce tutto.
Anzi, rifaccio.
Avrei voglia di scrivere un post di divertimento, nel senso di distrazione da altro che non mi riesce di far uscire dalla testa.
Quindi.
Ultimamente mi infastidisce tutto. Letteralmente tutto.
I colleghi che in pausa caffè (io prendo il gelato che c'è voglia di caldo) parlano di lavoro? Fastidio. Il tram che mi si ferma davanti e poi non mi apre le porte perchè sono quelle da cui si scende? FAstidio. Quelle pagine inchiostrate distribuite gratuitamente che riportano iperboli di notizie su cui la gente discute pure come se fossero la verità? FAStidio. Quelle stesse pagine abbandonate sui mezzi pubblici "così poi le legge qualcun altro"? FASTidio. Questo stupido gioco che scrivo una frase e poi la finisco con un punto di domando e la parola fastidio con una lettera in maiuscolo in più? FASTIdio. Non avevate notato il gioco e pensavate a un semplice errore di battitura? FASTIDio. La eco che da stamattina mi rimbomba nell' orecchio destro? FASTIDIo.
E' tutto normale, alla fine, nulla di eccezionale.
A parte l'eco nell'orecchio che stamattina mi sembrava di aver concluso la mia parabola di raggiungimento precoce di follia senile:"Ecco, lo sapevo, sento le voci. Speriamo siano cordiali almeno. Volete un po' doi caffè?".
A volte la normalità mi infastidisce.
Poi mi riprendo e ci sguazzo in mezzo perfino felice. In fondo, la cerco pure. La preferisco. Pigramente? Chissà.
Ma la gente che passa la vita a cercare di dimostrarti quanto è eccezionale costruendosi atteggiamenti presi dalla tv per proporteli come abitudini radicate mi fa venire voglia di darmi alla guerriglia urbana.

Bòn, basta.
Stesso FASTIDIO dell'inizio, nessun divertimento.
E fine del gioco delle maiuscole di FASTIDIO!

distillato da Indiano di Bombay nella sua raffineria clandestina alle ore 17:01 | Ultralink | vuoi favorire? commenti (8) | popup commenti (8)
bottiglie d'annata:
martedì, 15 aprile 2008

una delle tante cose inutili da fare dopo il voto: incazzarsi

Allora.
Veltroni ha condotta una campagna elettorale quantomeno blanda per almeno 3 motivi:

-Sul discorso Prodi è sempre sembrato reticente. Ora, il governo Prodi non è stata un'esperienza gloriosa ma può vantare: risanamento dei conti pubblici, tesoretto derivante da una seria politica di lotta all'evasione, chiusura della procedura d'infrazione dei conti pubblici aperta sotto il precedente governo Berlusconi, ritiro delle truppe dall'Iraq (guerra illegale giustificata da prove false), moratoria sulla pena di morte in seno all'Onu, comando della missione in Libano dove la pace è garantita dalla presenza delle truppe ONU di interposizione. Rispetto al precedente governo è tutta manna del cielo. L'occasione era proprio quella di mettere in evidenza cosa la sinistra - senza le pressioni dei centristi (Mastella e Dini in primis, perchè sono stati loro a far cadere il governo non Bertinotti che anzi ha pagato la fedeltà con la totale scomparsa dal Parlamento) - avrebbe potuto fare. Rilanciare da lì. Mentire anche, certo, od omettere. E fare i conti con l'allargamento della base di Vicenza, il rifinanziamento della guerra in Afganistan (ah già, missione di pace), l'aumento delle spese militari: tutte cose sulle quali comunque Berlusconi non avrebbe certo potuto attaccare. Per dio, è una campagna elettorale, non una sfida a chi fa più il bravo ragazzo.

-Ha scelto di non attaccare mai direttamente Berlusconi, anzi di non nominarlo nemmeno. Il che è una follia, perchè quello che si ottiene è la normalizzazione di un personaggio pericoloso per una democrazia come Berlusconi. Nemmeno una parola sul conflitto di interessi, sui suoi legami con la mafia tramite Dell'Utri, sui fondi Iberian usati per corrompere Craxi, sulla corruzione di magistrati tramite Previti, sui falsi in bilancio già passati in giudicato (vedi Milan) e quelli prescritti grazie alle sue leggi poco tempo fa. Nemmeno una parola sulla precedente esperienza di governo di Berlusconi con la partecipazione alla criminale guerra in Iraq e a quella in Afganistan, con le leggi che abbattono i termini di prescrizione per salvare Previti, la legge sul leggittimo sospetto (recentemente invocata da due boss mafiosi per chiedere la ricusazione della corte nel processo Spartacus), la legge sullo scudo fiscale che permette a capitali di dubbia provenienza di rientrare in Italia, la legge che complica le rogatorie, la legge che abolisce le specifiche di falso in bilancio per cui Berlusconi era imputato, la legge Gasparri per la quale attualmente è in atto un'altra procedura di infrazione che, in caso di mancata regolarizzazione in linea con le norme europee sulla libera concorrenza del settore radio-televisivo, porterà ad una multa salatissima per lo Stato Italiano (cioè, Berlusconi trucca le regole della concorrenza televisiva per guadagnare di più e paghiamo tutti), il lodo Schifani che sospendeva i processi in corso per le 5 più alte cariche dello Stato (incostituzionale), i condoni fiscali (ai quali aderì anche Mediaset), la spesa pubblica fuori controllo, la legge sul precariato vigliaccamente bollata come legge Biagi e invece scritta da Maroni senza recuperare tutte le proposte di Biagi sugli incentivi ai lavoratori precari nei periodi di passaggio da un precariato all'altro (attualmente 1milione e 700 mila precari in Italia), le proposte ridicole e vergognose di vendita delle coste italiane che denotano una totale incapacità di fare proposte serie. Su tutto questo, qui brevemente riassunto e che sicuramente sia Veltroni sia il suo staff conoscono anche molto meglio di me, nemmeno una parola. E' ora che questa gente si metta in testa che in campagna elettorale ci si sporca le mani, soprattutto quando si ha a che fare con un maestro del gioco truccato come Berlusconi. E magari, con una campagna elettorale chiara, pur senza apparire ossessionati da Berlusconi, si poteva anche recuperare una parte di quel 20% di elettorato che ha deciso, a mio modo di vedere irresponsabilmente, di non votare.

-La questione settentrionale: davvero Veltroni credeva che Calearo (Calearo!) avrebbe risolto il più che decennale deficit di cui la sinistra soffre al nord? Non che non sia presente, c'è e governa città, regioni e province. Ma è possibile che in 16 anni non si sia riusciti a creare una struttura di sinistra in grado di combattere l'avanzata della Lega? Premesso che un certo numero di elettori della Lega sono razzisti xenofobi secessionisti e in quanto tali semplicemente irrecuperabili. Ma non sono il 30-40% che si è visto al Nord; sono i pochissimi coglioni che si radunano a Pontida a brindare al dio Po. La questione è sicuramente delicata, ma se non si comincia ad affrontarla proponendo alternative di sinistra alla politica razzista di regolamentazione dell'immigrazione della Lega e del PDL che non fa che aumentare lo sfruttamento dei clandestini da parte di quegli imprenditori che non si fanno troppi scrupoli, si prenderanno sempre e soltanto sonori schiaffi in faccia.

Una parola sulla sinistra: Sinistra Arcobaleno, Sinistra Critica, Partito Comunista dei lavoratori. Resta l'incredibile capacità di dividersi perfino quando si tratta dello 0,4%. Anche se, questa vergognosa legge elettorale ha inevitabilmente inciso sul risultato elettorale, spazzando via dal quadro politico qualunque formazione non coalizzata ad esclusione dei vaticanisti UDC.
Una piccola nota: grazie a questa legge elettorale, oltre al 20% di astenuti (non ascrivibile alla legge chiaro), c'è un altro 7% di elettori che non ha rappresentanza in Parlamento. A conti fatti, questa composizione del Parlamento rappresenta (quanto fedelmente?) poco più del 70% degli aventi diritto.

Detto questo, resta il fatto che quasi il 40% degli italiani ha votato la coalizione di Berlusconi. Sicuramente conterà anche la scarsa qualità dell'informazione che da anni non svolge alcun ruolo di controllo del potere al servizio del cittadino, ma qui parliamo del 40%, come accade ormai sistematicamente da 16 anni, con percentuali tutto sommato poco variabili. Chi in questi 16 anni non ha voluto sapere la verità su Berlusconi è perchè non ha voluto andarsela a cercare. E questa gente si chiama in un solo modo: complici.


P.S. Mi sono fatto prendere da manie di grandezza ed ho pubblicato questo post anche sul sito del PD (che poteva anche comprarsi un dominio invece di appoggiarsi al cannocchiale...). Ve lo linko, giusto per potermi bullare che qualcuno abbia commentato il mio intervento nella ridda di messaggi post elezioni. Il fatto che la mia risposta ai commenti compaia 60 volte dipende dalla piattaforma non dal sottoscritto. Non so se sia possibile cancellare. Mi informerò

distillato da Indiano di Bombay nella sua raffineria clandestina alle ore 11:27 | Ultralink | vuoi favorire? commenti (16) | popup commenti (16)
bottiglie d'annata:
lunedì, 14 aprile 2008

un uomo

Ho sognato Enzo Biagi.
Io ero un giornalista ed ero stato inviato a casa sua per fargli un'intervista. Un vero e proprio servizio, con tanto di telecamere al seguito. 
Biagi mi accoglie in una casa signorile, con luci soffuse e un grande lampadario di cristallo in salone. C'è anche la figlia: non è Bice, o comunque non la Bice di ora, rispettabile ed onorevole anziana signora. Nel mio sogno, la figlia è una 20enne cordiale, dal portamento distinto, molto legata al padre al quale non lesina abbracci per tutta la durata della mia permanenza in casa Biagi (insomma, come infilare un po' di figa anche in un sogno con Enzo Biagi). Biagi sta ascoltanto un cd che è un omaggio a lui dedicato dall'ACI. Non so dire che tipo di musica l'automobile club d'Italia abbia voluto dedicare a Biagi, nè perchè abbia scelto questo modo di omaggiarlo: so solo che la raccolta è composta da vari volumi, sparsi sul divano sul quale Biagi e la figlia siedono in ascolto. Ogni volume ha la copertina di cartone bianco, ruvido e sopra c'è scritto in verde "ACI per Enzo Biagi".
Io conosco Biagi da tempo, e infatti vengo accolto come un amico, nei limiti in cui uno si immagina che Biagi possa essere caloroso intendo: mi viene offerto un bicchiere di brandy. Io so apprezzare la discrezione dell'amicizia e sorrido contento. Dell'intervista non ricordo nulla, solo che a un certo punto faccio una domanda imbarazzante, sapendo che avrei suscitato imbarazzo, e generando quindi, dopo un attimo di silenzio, l'ilarità generale a cui segue l'annuncio di un uomo dietro le telecamere:"Pubblicità".

Non ho mai seguito molto Enzo Biagi, mi ero fissato con l'idea che fosse noioso. Non me ne scuserò mai abbastanza.
Ma a volte sono proprio contento dei sogni che faccio.
distillato da Indiano di Bombay nella sua raffineria clandestina alle ore 11:29 | Ultralink | vuoi favorire? commenti (3) | popup commenti (3)
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